Sfilata Dior F/W 2026-2027
Il commento di Sabina Albano per SudStyle, il Giornalismo di moda come lo raccontiamo noi
Nodi, plissettature ed una cuffia scolpita dal vento come il calice di un narciso: l’inizio.
Jonathan Anderson ha immerso le proprie creazioni in una serra tropicale dal soffitto di specchi, con due strisce di luce a mimare il sole.
Il defilè Haute Couture F/W 2026 2027 di Dior si è tenuti ieri a Parigi nelle sale del Musée Rodin
L’artista è l’americana Lynda Benglis, in bilico tra natura e manipolazioni a base di Lattice e rete metallica, opere del periodo tra il 1980 e 1990.
Il riferimento alle manipolazioni è qui un biglietto da visita.

Plissettature a mano come l’Haute Couture comanda tra riferimenti al nostro sarto scultore Roberto Capucci, passando per Krizia sempre ‘80 e un po’ per Maurizio Galante.
Plisse / sole il dunque, orli come volute ondeggianti in bianchi assoluti e rosso lacca in cachemire nella riedizione del modello Arizona di Monsieur Christian Dior.
Un po’ di America non guasta.
Ma il resto, quello che dialoga con le plissettature metalliche di Lynda Benglis ed il suo scontro con il minimalismo imperante dell’epoca, è morbido e voluttuoso.
Cappotti-vestaglia verde prato, bar jacket annodate morbide o che si dissolvono in frange di erba.
Tessuti che sfumano in velature impalpabili, stoffe-prato, abiti da sera costruiti da centinaia di fili di jais nero annodati sull’orlo.
Prati di minuscole margherite fluttuano su un tailleur o forse sono mughetti così cari alla Maison?
Fiori in rilievo, imitazioni sapienti di tessuti ingannevoli, frange, orli con fili in libertà, blusa e gonna candide in un tricot che certamente non è un tricot.
Più vero del vero.
Arriva di nuovo qualche cuffia severa rigata dal vento che copre insieme a una rete metallica il volto.
Un solo piccolo crisantemo bianco movimenta un completo candido.
Tutto è morbido ed avvolgente. Tutto tranne le borsette da sera. Sono clutch rigide e super decorate.
Fiori ed ancora fiori, datura, passiflore,narcisi, una ninfea in cima ad una boulle.
Sono impettite nella propria forma ben definita con cerniere metalliche a libellula.
Al contrario delle frange, degli orli, dei tessuti che svolazzano spensierati.
Anche le décolleté, quando nonsono neutre, sono piene di fiori e nappe. Una piccola aiuola in cui affondare i piedi.
I capelli sono naturali e sciolti sulle spalle; gli occhi sotolineati da con una piccola line verde cangiante o metallica.
E ci sono ancora abiti decisamente delicati e realizzati con Lynda Benglis.
Due di loro portano in giro un grande e trasparente ventaglio in organza con fiori ed altri disegni realizzati dalla stessa artista.
Tra il richiamo all’accessorio più rivalutato e ricercato in questa torrida estate e la ruota di un noncurante pavone.
Una ricerca ed uno sfoggio di perfette manipolazioni del tessuto, ricami e decori minuziosi, leggerezze raggiunte con ore ed ore di lavoro raccontano di una interpretazione impeccabile dell’Haute Couture chez Dior.
Rumore bianco e cinguettii come tappeto sonoro.
La natura lussureggiante ha preso il sopravvento? Abbiamo bisogno di più verde intorno a noi.
Le città bruciano ed è il momento di strappare l’asfalto e piantare un po’ di alberi, un po’ di fiori, anche quelli selvatici che non chiedono permesso.
Le modelle hanno camminato tra piante tropicali, forse felci o forse tra le “sensitive”: se le sfiori si ritraggono.
Dobbiamo reimparare dalla Terra, ma con delicatezza.

La sfilata di Dior F/W 2026-2027 è visionabile sul sito ufficiale.











