Fabio Fumo \ Decompisizioni

Si inaugura venerdì 20 ottobre 2006 alle ore 19:00 “DECOMPISIZIONI”, la seconda personale di FABIO FUMO. Vernissage che apre la mostra presso la Sabinalbano Modartgallery di Sabina Albano (vico Vasto a Chiaja 52/53 − NAPOLI), visitabile sino al 15 novembre 2006 tutti i giorni eccetto il lunedì mattina e i festivi, dalle ore 10:00 alle 13:30 e dalle 16:30 fino alle 20:00.

 

Particolarissima e originale teoria di oggetti d’arte, “DECOMPISIZIONI”, la seconda personale di FABIO FUMO, dopo “ACTEPICHT 3450”, esposizione del marzo 2005 presso il centro culturale “L’Atelier” di via Tito Angelini a San Martino, curata da Gabriella Continisio e Paola Ricciardi, propone un interessante iter attraverso la materia, o più correttamente attraverso i materiali e il loro ciclo vitale, con la dovuta dose di estro, autoironia provocatoria e carica eversiva, sempre attenta a ricordare i limiti della conoscenza e dell’informazione.

Perciò, come accadeva già nelle opere precedenti a soldi, lattine di Coca Cola, pagine di libri ed elenchi telefonici, fogli di giornali e stralci di foto, che ricevevano forme inedite in una sorta di ‘riciclo creativo’ su svariati supporti, allo stesso modo vari generi di carta, lattine, cellophane, alluminio, legno e vernici sono gli strumenti e al tempo stesso la materia, mediante cui FUMO dà vita alle sue creazioni.

L’idea nasce da una ‘reazione costruttiva’ nei confronti di una realtà già decomposta e spesso elettricamente frammentaria, scissa e solo parziale. E allora ecco che pagine di quotidiani e periodici, veicoli di un inutile bombardamento informativo, possono acquisire, tramite un diverso assetto e un processo di decontestualizzazione e ricontestualizzazione da parte dell’artista, nuova forma e nuova vita nelle opere realizzate con pacchetti di carta, su cui poche parole inducono, in una spezzatura voluta dello stampato, a presupporre solo il resto. Secondo una dinamica simile, nei ritratti eseguiti con ritagli di lattine di Coca Cola, FUMO procede a una sorta di umanizzazione degli oggetti, sempre partendo dalla decomposizione dell’elemento nella sua veste originaria, per conferirgliene una alternativa in base a una ricomposizione successiva. Così come nelle creazioni in cellophane, in cui vuoto e apparenza possono divenire realtà e sostanza, in una parola, trasparente consistenza.

L’ipertrofia mediatica, le sembianze formali e illusorie del sociale e del quotidiano, marchi, loghi, materiali e convenzioni ricevono, nell’opera decostruttiva e di riedificazione dell’artista partenopeo, una nuova esistenza sotto altre forme e collocazioni, che stupiscono, divertono e stimolano allo stesso tempo.

È possibile ammirare altre opere di FABIO FUMO, che ha esposto pure in alcune collettive a Napoli e Salerno, sul sito www.fabiofumo.it, in cui è visitabile anche una singolare galleria di immagini fotografiche.

 

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